Milano (Askanews) - "Viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi". Così scrive il romanziere olandese Jan Brokken all'inizio di "Anime baltiche", un'opera sospesa tra i generi letterari che prova a raccontare quelle piccole nazioni - Estonia, Lettonia e Lituania - attraverso i suoi abitanti, famosi o anonimi che siano."La cosa più importante - ci ha detto Brokken in un caldo francese - nella storia tragica dei Paesi baltici, con i loro quattrocento anni di occupazione, sono i legami familiari. Quando i giovani non avevano più nulla, avevano però ancora le loro famiglie, e avevano la loro lingua. Ho pensato di raccontare la Storia di questo mondo attraverso le vicende di queste famiglie, a volte famosissime, a volte del tutto sconosciute".E così nelle pagine del libro, arricchite da molte fotografie (che ricordano il dialogo tra testo e immagini caro a un altro grande scrittore come W.G. Sebald), scorrono le vicende della filosofa Hannah Arendt, del romanziere Romain Gary o del grande pittore Mark Rothko, nato Rothkowitz, sul confine tra Lettonia e Lituania."Mi piace introdurre la non fiction all'interno della fiction - ha aggiunto Brokken passando all'inglese - perché la realtà è già così ricca di storie".Così "Anime baltiche", che esce in Italia per Iperborea, trasporta il lettore in un luogo ambiguo, a metà strada tra la documentazione e la narrazione, dove forse, come entrando in un porto la mattina molto presto, oltre la foschia, si può distinguere pure lo spirito di un'intera regione."Io credo - ha concluso Jan Brokken - che questa forma sia adatta a far sentire la storia di questi Paesi e il senso delle loro tragedie".