Milano (askanews) - Una tecnica antica, quella dell'incisione, e due interpreti apparentemente molto distanti, in grado però di creare un ponte, un dialogo, che riavvicina la tradizione artistica italiana a quella cinese. Nel Palazzo della Permanente di Milano è aperta al pubblico la mostra "Convergenze parallele", che presenta i lavori di Domenica Regazzoni, artista che ha quasi sempre inteso l'incisione come pezzo unico, accanto a quelli di Lu Zhiping, incisore e accademico che ha ragionato sulla cultura tradizionale della Cina, rivisitandola in chiave contemporanea.Una convergenza tra i due artisti che, come spiega Regazzoni, è nata in modo quantomeno curioso. "Quando grazie ai cinesi sono andata a Shanghai a esporre, all'Università degli architetti cinesi - ci ha raccontato - ho incontrato Lu Zhiping, che ha un po' snobbato le mie incisioni esposte, che erano esattamente l'opposto del suo lavoro. Allora abbiamo incominiciato un po' a discutere, mi ha portato nel suo laboratorio, abbiamo parlato ed è nato il suo desiderio di esporre in Italia, mi piacerebbe esporre con lei facendo vedere questi due modi di incidere, classico e meno classico".La mostra milanese, curata da Ivan Quaroni insieme alla galleria Artespressione e alla Shanghai International Culture Association, si inserisce anche nel clima di Expo e del dialogo Italia-Cina. E Lu Zhiping, che considera la pace il vero tema delle sue opere, punta sul confronto arricchente con la diversità. "Tra due diverse culture bisogna parlarsi - ha spiegato l'artista - perché conoscere un'altra cultura migliora anche la conoscenza della tua stessa cultura".Dalle cento opere esposte alla Permanente fino al 28 giugno si possono quindi ricavare almeno due suggestioni: una legata all'idea stessa di incisione contemporanea e un'altra, più intensa, sulla necessità del confronto culturale.