Roma, (askanews) - Originalità, provocazioni, blasfemia, ironia. Le opere dei maggiori artisti belgi del XX e XXI secolo sono esposte a Roma al Macro - Museo d Arte Contemporanea, fino al 13 settembre. E' "I belgi. Barbari e poeti" la mostra che fa una panoramica sull'arte e la cultura belga e ispirata nel titolo al passo del "De Bello Gallico" di Giulio Cesare in cui i belgi venivano definiti il popolo più coraggioso, per il loro carattere selvaggio e libero.Un progetto più che una mostra, un tentativo di definire l'identità dell'arte belga che si è sempre ispirata a quella di altri paesi ma ha poi rielaborato una sua linea personale, "barbara", intesa come diversa e un po' atipica, ma con una sua poetica originale. Dagli artisti più famosi come James Ensor, René Magritte, Paul Delvaux, Félicien Rops, Pierre Alechinsky, Frits Van den Berghe, ai giovani e contemporanei come Koen Vanmechelen e Jan Fabre con le loro provocazioni con i polli e il banchetto di gufi impagliati o a Johan Muyle con un macabro tango.Il curatore Antonio Nardone"Molti artisti in Belgio studiano la storia dell'arte dei grandi paesi vicini, ma scelgono un modo abbastanza strano di rappresentare le idee e le cose, come il surrealismo, da James Ensor fino ai giovani, c'è questo filo: sono un po' barbari ma sempre poeti"."Volevo presentare a Roma questa mostra perché tutti gli artisti fanno un viaggio a Roma per studiare i classici".E dopo Roma la mostra a ottobre andrà a Bruxelles dove resterà fino a gennaio 2016.