Ferrara (askanews) - Si è aperta con la tradizionale consegna del premio dedicato ad Anna Politkovskaja la decima edizione di Internazionale a Ferrara, il festival organizzato dalla rivista di Giovanni De Mauro che ogni anno porta migliaia di persone nella città estense, per incontrare i giornalisti di tutto il mondo e confrontarsi sulle tematiche dell'attualità. Il vicedirettore di Internazionale Jacopo Zanchini: "Dieci anni cominciano a essere tanti - ci ha detto - ma ogni volta sono un'esperienza che si rinnova. Il festival è un momento di incontro con gli autori, con i lettori, con gli esperti, in una città meravigliosa e si riesce a condensare in tre giorni tantissimo lavoro e tantissime cose interessanti. E' un po' come fare un supermega numero di Internazionale, ma con migliaia di persone".

A inaugurare la tre giorni ferrarese il riconoscimento al giornalista e attivista per i diritti civili egiziano Hossam Bahgat, alla presenza dei genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. Data la complessa situazione nel Paese e i vincoli imposti dal governo militare, Bahgat non è potuto intervenire di persona alla cerimonia, e il riconoscimento è stato ritirato dalla collega Lina Attalah.

Diritti che, pure in contesti meno estremi di quello egiziano, riguardano anche la vita di tutti noi: dalle tutele per le diverse preferenze sessuali, al difficile mestiere di essere genitori oggi. Temi cari al giornalista di Internazionale Claudio Rossi Marcelli, che ha tracciato un ritratto del pubblico del festival: "Vengono qui - ci ha detto - non come si viene a un festival di letteratura per esempio, ma si viene con una certa carica anche civica, si parla di molti temi sui quali le persone si sentono coinvolte. La grande partecipazione che abbiamo secondo me dipende proprio dal fatto che ci si sente parte quasi di una manifestazione, oltre che di un festival. Si viene qui per cercare di capire, di confrontarsi e i diritti sono sempre stati al centro di questo festival".

Al centro degli incontri e dei panel, naturalmente, i temi dell'attualità internazionale, con un'attenzione anche alle storie meno battute.

"I migranti, ma anche l'Europa, con le difficoltà dell'Unione - ha elencato Zanchini - senza dimenticare le zone di crisi di cui nessuno parla, come il Sahel con l'ascesa dell'estremismo islamico, la crisi della libertà di stampa in America latina, ma anche tanti documentari, concerti, in modo che questo sia un momento, oltre che di politica, anche di cultura, educazione e dialogo".

Fino a domenica 2 ottobre il mondo passerà da Ferrara. Ed è probabile che sia un passaggio piuttosto interessante.