Giacarta, Indonesia (askanews) - Avevano messo a rischio anche il Gran premio di Formula 1 di Singapore. Ma adesso gli incendi che hanno devastato le foreste dell'isola di Sumatra e la parte indonesiana del Borneo, soffocando con i loro fumi densi e acri gran parte del Sud-est asiatico, hanno trovato un colpevole: l'olio di palma.Negli ultimi anni si parla molto dell'olio di palma, componente importante di molti prodotti dell'industria alimentare, specie dolciaria, ma anche di detergenti e prodotti per la persona. La produzione ha fatto registrare picchi eclatanti in tutto il mondo. Anche in Indonesia, dove incendi illegali - i cosiddetti "buoi rossi" della nostra antica tradizione contadina - sono diventati il mezzo più impiegato per sbarazzarsi delle foreste pluviali e ottenere nuove terre da coltivare intensamente per crescere le palme, i cui frutti vengono utilizzati per la produzione del sempre più richiesto olio, prodotto peraltro molto contestato per i suoi effetti di lungo periodo sulla salute.È per questa fame di campi e di palme, a quanto pare, che i fan delle Ferrari e della Mercedes sono stati in ambasce per giorni, è a questa incoercibile richiesta industriale internazionale che si devono i voli cancellati, le scuole chiuse e le notti di mezzogiorno di questi ultime due settimane in tutto il Sud-est asiatico. Per non parlare delle controversie legate agli effetti, veri o presunti, causati dagli oli vegetali saturi non idrogenati di cui trasuda l'olio di palma.Cattivissimo lui. Sarà il nuovo e prossimo idolo-padrone dei minions?(Immagini Afp)