Riserva di Makalali, Sudafrica (askanews) - Sudafrica in controtendenza ambientale. Mentre in tutto il continente ci si batte per la conservazione e la difesa degli elefanti dagli attacchi dei bracconieri, il Sudafrica deve fare i conti con una sovrappopolazione di questi pachidermi che, divorando oltre 200 chili di vegetazione ogni giorno, raddoppiano ogni 15 anni con il rischio di compromettere l'intero ecosistema.La situazione ha imposto misure radicali. Nel fucile, tuttavia, non ci sono proiettili ma frecce per somministrare un vaccino anticoncezionale a 22 femmine adulte della riserva di Makalali. Ma non si tratta di un'impresa facile, come spiega JJ Van Altena, esperto della cattura di grandi mammiferi."Gli elefanti in effetti sono molto grandi ma quando sentono gli elicotteri tendono a ripararsi sotto gli alberi, sottolinea JJ. Senza contare il fatto che bisogna assicurarsi di colpire l'animale nel punto adatto per far sì che il vaccino venga assorbito dai vasi sanguigni del sistema muscolare".A Makalali, una riserva pilota, i ricercatori studiano gli effetti a lungo termine della contraccezione sugli elefanti applicando un collare satellite a tre femmine, strumento che deve essere cambiato con regolarità, dopo avere immobilizzato i fin troppo pazienti erbivori con farmaci anestetici.Grazie a queste più o meno benevole "torture", a Makalali la popolazione degli elefanti si è stabilizzata senza che, a quanto pare al momento, la contraccezione abbia modificato i comportamenti del branco.Alla luce dei risultati, l'immuno-contraccezione degli elefanti è stata introdotta in oltre 20 riserve sudafricane. Attendiamo ora di conoscere il parere dei pachidermi a proposito della violenta intrusione nei pattern primordiali della loro pianificazione familiare.(Immagini Afp)