Mosca (askanews) - I turisti russi sono pazientemente in coda davanti al Museo Pushkin di Mosca per ammirare i capolavori italiani in mostra. Non solo le opere di Raffaello, giunte dagli Uffizi di Firenze, ma anche quelle del famoso architetto e incisore Giambattista Piranesi, grazie al quale la Russia ha iniziato a conoscere ed ammirare l'Italia, importando il gusto per l'antico e il classicismo.

Oltre 400 capolavori sono protagonisti della mostra "Piranesi. Prima e dopo" inaugurata il 20 settembre e visitabile fino al 13 novembre 2016.

Furono gli zar a dare il via a questo "culto" collezionando le sue stampe; fu amore a prima vista per l'opera di quest'uomo dal bell'aspetto ma dal pessimo carattere, come ha spiegato l'ideatrice della mostra, Federica Rossi.

"Piranesi - ha spiegato - nel 1741 a Roma era allievo di Giuseppe Domenico Valeriani, che nel 1742 diventa il primo scenografo dei teatri imperiali di San Pietroburgo, portando con sè molti disegni, anche del periodo giovanile, legati all'attività di Piranesi giovane e ci aiutano a capirla meglio".

Piranesi ebbe anche legami stretti con gli architetti italiani che costruirono Pietroburgo, oltre a godere del favore di un importante sponsor: il mecenate Ivan Shuvalov.

Da Caterina II la Grande, l'influenza e il successo dell'artista italiano giunsero fino all'Unione sovietica. C'è la sua impronta persino in un progetto che voleva sostituire ai magazzini Gum, sulla Piazza rossa, archi trionfali e un obelisco con una rivisitazione "soviet" del foro romano.