Roma, (askanews) - Un libro che esplora di prima mano la trasformazione del Vaticano al tempo di Francesco, dalla clamorosa rinuncia di Benedetto XVI alle rivoluzionarie aperture e riforme di Papa Bergoglio: è "Tango Vaticano", del vaticanista di askanews Iacopo Scaramuzzi, per le Edizioni dell'Asino. Ecco come ce lo ha spiegato l'autore:"Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio non potrebbero essere più diversi uno dall'altro, per carattere, formazione e background - osserva Scaramuzzi - ma l'elezione del secondo non sarebbe potuta avvenire senza la rinuncia al pontificato del primo. Quando Benedetto XVI si dimette all'improvviso creando uno shock in Vaticano, si apre un conclave difficile da prevedere, e nel caos si inserisce, nasce e cresce la candidatura di Bergoglio". Fra tutti i cambiamenti apportati da Papa Francesco, per l'autore la novità "fondamentale e fondante" di questo pontificato è che questo Papa, a differenza dei suoi predecessori "si rivolge anche al di fuori dalla Chiesa, lui dice: 'preferisco una Chiesa accidentata ma aperta che una Chiesa malata di autoreferenzialità'. Lo si vede quando si occupa di immigrati, quando si rivolge ai non credenti, quando telefona a Scalfari, quando chiama Pannella per sentire come sta, ma anche quando viaggia e manda messaggi di apertura a paesi come la Russia e la Cina". "Questo suo aprire la Chiesa in senso missionario significa anche dare ascolto alle situazioni dei credenti meno 'regolari' ai 'peccatori' come si dice in questo periodo di sinodo, ai divorziati risposati alle coppie di fatto, questa apertura verso chi sta ai margini o addirittura fuori dalla Chiesa è la principale novità".Ma quindi, la Chiesa sta davvero facendo il grande salto?"Io direi - risponde Scaramuzzi - per certi versi sì, per altri bisogna ancora vedere. Su alcune questioni le decisioni prese da questo Papa sono già radicali e hanno determinato un mutamento radicale: penso a tutto il setore dell'organizzazione economico-finanziaria del Vaticano. Fino alla fine del pontificato di Benedetto XVI le leve del potere finanziario vaticano erano fondamentalmente nelle mani dei cardinali italiani, oggi a due anni di distanza tutti i vertici sono cambiati, con cardinali o monsignori australiani, tedeschi, maltesi, avvocati internazionali, laici. D'altronde Bergoglio è stato eletto anche sull'onda di un malumore dei cardinali non italiani nei confronti della gestione troppo italiana della curia".Ma anche su altre cose c'è stato un salto: "Penso alla beatificazione di Monsignor Romero, arcivescovo del Salvador trucidato dagli squadroni della morte nel 1980, isolato ai tempi di Woytila, malvisto dalla curia romana nei tempi successivi: arriva Bergoglio e lo beatifica con una decisione che ha dell'eclatante. Su altre cose invece chiaramente non c'è una rivoluzione, ci sono per ora parole a cui non seguono i fatti. Ad esempio questo papa ha detto più volte che c'è bisogno di una teologia femminile e di un maggior ruolo delle donne nella Chiesa anche in posizioni in cui si prendono decisioni: per ora quest'affermazione non ha una conseguenza, non ci sono capi-dicastero donna in Vaticano, non ci sono diaconesse. Vedremo". Ma non c'è il rischio che Bergoglio resti un po' come un "monarca illuminato" e che dopo la fine del suo pontificato la Chiesa non prosegua sulla strada da lui tracciata?"Io credo - dice Scaramuzzi - che ci sia il rischio che rimanga una esperienza luminosa - almeno per alcuni o per molti - nella storia della Chiesa, senza seguito. Questo Papa credo sia consapevole di questi rischi e credo che anche per questo motivo non lascerà il Soglio di Pietro prima di aver portato la riforma a un punto di non ritorno. Penso che alcune delle novità che questo Papa sta introducendo daranno frutti nel medio o nel lungo termine: ad esempio le questioni di bioetica e che intrecciano la sessualità sono state al centro degli interventi pontifici, al punto da dare l'impressione che la Chiesa fosse schiacciata su posizioni pro-life. Questo Papa non cambia idea rispetto ai suoi predecessori, non la pensa in modo significativamente diverso su aborto o nozze gay, ma ne parla molto di meno. E invece parla molto più spesso e insistentemente di temi come immigrati, carcerati, l'ecologia, la povertà, i derelitti, temi che peraltro sono, questi sì, al centro del Vangelo...ecco questo cambiamento secondo me resterà nel lungo periodo".