Roma, (askanews) - La moderna società della Parigi della seconda metà dell'Ottocento è la protagonista della mostra "Impressionisti. Tete à tete", ospitata nel Complesso del Vittoriano, a Roma, fino al 7 febbraio. I più grandi maestri francesi, da Manet a Degas, da Renoir a Cézanne, attraverso sessanta opere di pittura e scultura, mostrano il passaggio della pittura verso la contemporaneità: una pittura che racconta la vita quotidiana, in luoghi pubblici e privati. I protagonisti dei ritratti sono gli stessi artisti, ma anche letterati, familiari, amici, signore della borghesia e bambini. Lo sguardo degli impressionisti offre la possibilità di ricostruire ambienti culturali e contesti sociali dell'epoca.Una delle curatrici, Ophélie Férlier: "Il filo conduttore è la generazione impressionista, non solo i tre pittori impressionisti ma tutto il mondo artistico, anche pittori e scultori che non sono veramente impressionisti ma su cui l'impressionismo ha avuto un'influenza e una forma di liberazione".Nella prima sezione si possono ammirare gli autoritratti degli stessi artisti, come quelli di Dégas e Cézanne, ne "L atelier di Bazille" vengono raffigurati proprio i pittori a lavoro, mentre in altri quadri Manet ritrae Mallarmé e Renoir, immortala Claude Monet. I bambini sono i protagonisti nella sezione "Ritrarre l'infanzia", che mostra, per esempio, Julie Manet secondo Renoir. Sono ambienti familiari quelli della sezione "L intimità", con capolavori come "L abito rosa" di Bazille o la "Donna con vaso di porcellana" di Degas. I grandi quadri che raccontano la modernità e la mondanità della nuova Parigi concludono la mostra: la società si mostra in capolavori come "Donna con caffettiera" di Cézanne, "Il balcone" di Manet, "L'altalena" di Renoir, o i grandi ritratti al femminile di Boldini, Sarget, Besnard.