Roma, (askanews) - Si intitola "Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi" il nuovo libro di Mario Natangelo, giovane e irriverente vignettista del "Fatto quotidiano", in libreria dal 22 ottobre. Un titolo che da solo spiega tutto: "Tiene insieme le due storie raccontate nel libro, da una parte c'è la politica, sostanzialmente la vita di un disegnatore che si occupa di politica suo malgrado - dice Natangelo, intervistato nello studio video di askanews - perché non ama questo argomento, deve parlare di Matteo Renzi, deve confrontarsi ogni giorno con questo personaggio, ma dall'altra parte racconta anche la sua vita sentimentale, i suoi sentimenti oltre il lavoro. C'è questo contrasto tra la quotidianità e questo mondo forse un po' più ideale".Insomma il disegnatore vorrebbe parlare dei suoi sentimenti, ma il premier rottamatore lo riporta puntualmente nella cinica realtà quotidiana. Non manca la parodia sui trentenni d'oggi: "Sì Renzi ci vorrebbe rientrare, perché chiaramente si pone come un giovanissimo, con tutti questi tweet. Nel libro si prende abbastanza in giro con Twitter, Facebook tutte le nuove tecnologie che cerca di usare, sempre per l'espansione terribile del suo ego, però è la stessa cosa che facciamo noi trentenni. Prendo in giro tutta questa autoreferenzialità, che chiaramente fa parte di me, è molto autoironico quindi".Il libro parte dalla nomina del premier Enrico Letta - la fine di Berlusconi è a malapena accennata - e arriva fino alle ultime elezioni regionali. La prefazione è affidata al suo direttore, Marco Travaglio, sempre pronto a sostenerlo nelle scelte più difficili: "La prefazione doveva essere la sua, anche solo per il fatto che nel libro lo dipingo come un grillino impazzito, censore, ai limiti del fascismo".