Una selezione di opere d'arte dal Trecento al Novecento articolata in sezioni regionali: è "Il Tesoro d'Italia", mostra allestita nel padiglione Eataly a Expo 2015 sino al 31 ottobre, concepita avendo come punto di riferimento il metodo indicato dallo storico d'arte Roberto Longhi, nato ad Alba come Oscar Farinetti. Qui la biodiversità è declinata su quattro livelli: eno-gastronomico, dei paesaggi italiani, umano e artistico, quest'ultimo affidato a Vittorio Sgarbi."Sono circa 350 opere e andiamo da Tiziano a Mantegna a Guido Reni fino a Gaetano Pesce e ai grandi contemporanei. La grande novità è che è divisa per regioni: l'obiettivo di Sgarbi e dimostrare che esiste una biodiversità artistica italiana" ha spiegato Farinetti."Ho cercato di riportare Milano all'Expo creando attraverso lo schema di Longhi e Farinetti una grande pinacoteca ma non solo di tutta l'arte italiana divisa per regioni" ha aggiunto Sgarbi.Sgarbi ha voluto documentare dalla Valle d'Aosta alla Sicilia la varietà genetica di alcuni grandi capolavori. Le opere arrivano da prestigio musei e istituzioni dalla Galleria degli Uffizi al museo di Capodimonte passando per la galleria nazionale delle Marche di Urbino, da collezioni private e luoghi inaccessibili."A Serralunga di Crea c'è una donna bellissima, più bella della Gioconda, che si chiama Anna d'Alencon, opera di Macrino d'Alba: nessuno lo ha mai visto perché il prete lo tiene protetto in una cassapanca perché nessuno gli faccia del male" ha raccontato Sgarbi parlando di una delle opere esposte in apertura della mostra.All'ingresso della mostra ci sono alcune opere simbolo come la "Persephone alias Donna Carota" di Luigi Serafini. Un secondo percorso artistico all'interno di Eataly è quello delle sculture all'aperto, il terzo è l'Immagine dell'Italia attraverso la fotografia, curata ancora da Sgarbi con Italo Zannier.