Mosca (askanews) - Tornano le scandalose Pussy Riot e lo fanno con un videoclip, girato a dicembre a Los Angeles e destinato a sostenere il leader filoccidentale dell'opposizione russa Alexey Navalny. In particolare Nadya Tolokonnikova nella sequenza impersona il procuratore generale della Russia Yury Chaika, entrato di recente nel mirino dello stesso Navalny con una serie di denunce. Il filmato vorrebbe apparire a sua volta come una denuncia di un sistema giudiziario corrotto.Tolokonnikova è l'unica delle tre donne, note al mondo come Pussy Riot, a comparire nelle sequenze. In realtà non canta, ma scandisce un monologo dove nei panni del procuratore Chaika si rivolgerebbe al figlio con consigli raccapriccianti: "Seppelliremo vivo chiunque vorrai, troveremo un buon lavoro in prigione per quelli troppo intelligenti". E via dicendo. Il gruppo Pussy Riot è divenuto famoso o famigerato nel 2012 dopo l'arresto per aver cantato una canzone punk nella Cattedrale del Cristo salvatore contro Vladimir Putin.