Roma (askanews) - Residenza per secoli di Papi, re e presidenti, il Quirinale è stato il sogno infranto di Napoleone. Il generale còrso voleva trasformare il palazzo che oggi ospita Sergio Mattarella nella sua residenza imperiale. A raccontarlo è l'archeologo Louis Godart, consigliere per la cultura alla presidenza della Repubblica, in un visita nelle stanze del potere che da fine giugno sono aperte al pubblico."Tra il 1812 e il 1814 Napoleone aveva deciso di fare dei lavori al Quirinale perchè desiderava trasformarlo nel palazzo imperiale per eccellenza. Sognava di ricostitruire l'impero di dei Cesari", ha spiegatoGodart individua delle tracce della presenza di Napoleone in alcune opere presenti al Quirinale. L'affresco su "Giulio Cesare" che ricorda nei tratti Napoleone; il fregio sull'entrata trionfale di Alessandro il Grande a Babilonia"Napoleone voleva che fosse rappresentata l'accoglienza entusiasta della città all'ingresso trionfale dell'imperatore", ha spiegato Godart. Napoleone nel 1809 fece arrestare il Papa Pio VII, che tornerà al Quirinale nel 1814, lasciando intatte tutte le le trasformazioni ordinate da Napoleone. Tutte oggi visibili al pubblico."Era letteralmente ossessionato dall'antichità romana. Si identificava con la grande dinastia dei Cesari. Una ossessione che trova conferma nell'iconografia che rappresenta un Napoleone perfettamente integrato con il mondo classico", ha spiegato Godart. Un Napoleone che però non è riuscito a realizzare fino in fondo il suo sogno: essere il primo Cesare corso a risiedere nel palazzo che domina la città eterna.(immagini Afp)