Roma, 31 ago. (askanews) - Da poliziotto nella serie televisiva "1992", a criminale al cinema. Domenico Diele, giovane attore classe 1985, è tra i protagonisti di "Bolgia totale", primo lungometraggio di Matteo Scifoni, dal 3 settembre nelle sale. Un film che racconta storie di personaggi ai margini, che cercano di sopravvivere.Lo abbiamo intervistato prima della partenza per la Mostra del cinema di Venezia, dove recita in uno dei quattro titoli italiani in concorso, "L'attesa" di Piero Messina, e ci ha parlato di "Bolgia totale". Che genere di film è?"Sicuramente noir è una definizione corretta. O anche una crime-fiction, come l'ha definita il regista. Sono dei racconti che vedono muoversi al loro interno delle persone non perfettamente inserite nella società. Per quanto mi riguarda proprio per il tipo di vita del mio personaggio, un giovane criminale. Si occupa di furti e spaccio principalmente".Nel film che si richiama ai polizieschi anni '70, è un giovane spacciatore che poco dopo l'arresto riesce a sfuggire al vecchio ispettore Giorgio Colangeli, prossimo alla pensione ma pieno di debiti, alcolizzato e con problemi di droghe. Per ritrovarlo, l'ispettore capo Gianmarco Tognazzi gli darà solo tre giorni. Ma il giovane criminale, braccato dalla polizia e da un ex socio, organizzerà una fuga a Portorico per cambiare vita, con la donna che ama.Come ti sei trovato nei panni del criminale?"E' molto divertente, sono dei personaggi divertenti da fare e sono legati a una cinematografia che io amo molto"."Diciamo che secondo il principio dell'immedesimazione anche se vengono raccontati personaggi di gangster o di cattivi, se il film funziona lo spettatore dovrebbe comunque parteggiare per questi personaggi, e credo che sarà così".E su una seconda serie di "1992", non dice molto, ma lascia intendere che non è così lontana."Molto probabilmente, però non posso dare la certezza, dal punto di vista ufficioso i segnali che arrivano sono buoni. Però non c'è ancora una data d'inizio, né delle sceneggiature definitive".