Milano (askanews) - Quando il sapere artigiano incontra la tecnologia quello che succede può essere chiamato "New Craft". E' questo anche il titolo della mostra che, nell'ambito della XXI Triennale internazionale di Milano, è stata realizzata negli spazi della Fabbrica del Vapore, luogo classico per la creatività più giovane che, in questo caso, dialoga su tutti i fronti con i produttori consolidati, portando una ventata di freschezza inattesa e salutare. Stefano Micelli, curatore dell'esposizione: "In questa mostra - ci ha spiegato - abbiamo davvero fatto capire che oggi buona parte della qualità manufatturiera di Paesi come l'Italia, ma anche la Francia, l'Olanda, come gli Stati Uniti in qualche caso, dipende da uno sforzo che in parte sta nella tradizione e in parte sta nella saldatura tra la tradizione e le nuove tecnologie".Nei grandi spazi postindustriali si possono quindi ammirare stampanti letterpress e biciclette, abiti e mobili, gioielli e protesi. Il tutto con un'idea di rispetto per la grande tradizione, ma anche con una già consolidata presenza economica. "Esiste - ha aggiunto Micelli - una nuova manifattura che non vive più di economie di scala, ma vive di economia di varietà e personalizzazione, che trova nella matrice artigianale la forza per dialogare con i clienti finali, siano essi persone fisiche o aziende. L'insieme di questi percorsi legati a tante materie diverse, a tante tecnologie diverse dà l'idea veramente di una economia che sta cambiando profondamente. Non di una frontiera generica, ma di un percorso che, in Italia, è già da tempo avviato".Le prove di questo percorso sono le storie d'impresa che vengono raccontate tanto dagli oggetti quanto dai video sui loro creatori. Storie che danno una possibile declinazione pratica e reale al tema della XXI Triennale, quel "Design after design" che qui perde la dimensione di concetto astratto e diventa qualcosa di molto tangibile.