Venezia (askanews) - Ci sono diversi modi per arrivare a Venezia, città in fondo inafferrabile, ma uno dei possibili viaggi passa attraverso una salita in ascensore nell'hotel Hilton Molino Stucky dove il viaggiatore è accompagnato da un'opera luminosa di Marco Nereo Rotelli, artista veneziano trapiantato a Milano, che nell'albergo alla Giudecca ha scelto di collocare una vasta serie di suoi lavori, che ora sono stati raccolti in un catalogo presentato all'ottavo piano dello storico edificio, mentre su Venezia scendeva il crepuscolo. Una scelta, quella di Rotelli, che ha a che fare anche con le suggestioni che il Molino ha sempre suscitato in lui, fin da ragazzo. "Vedevo questa cosa - ci ha detto dal tetto dell'hotel - che era talmente sproporzionata in questa città che è fatta di proporzioni, che ha accompagnato veramente tutta la mia adolescenza. E poi quando sono diventato studente di architettura era una delle grandi prove immaginare che cosa diventerà quel luogo".Ora è diventato un albergo internazionale a cinque stelle, con una suite presidenziale ricca di opere di Rotelli, che sono comunque diffuse anche negli spazi comuni dell'Hilton, a partire dalla grande mappa di Venezia che accoglie i viaggiatori all'ingresso. "Sicuramente - ha aggiunto l'artista - entrare al Molino Stucky e pensarlo come un luogo d'arte è stata una piccola sfida, anche perché io amo molto di più questi luoghi rispetto ai musei. Effettivamente entrare a contatto con la vita, con quell'angolo vissuto a me interessa, nella misura in cui lavoro con le parole. E mi piacerebbe che la parola si diffondesse ovunque".A partire dal canale della Giudecca e da quella idea di città che, nella luce del mattino veneziano, illumina il Molino Stucky e, in qualche modo, tutte le storie e le vite che, come ogni giorno, sono passate o hanno anche solo sognato di passare di qua. Perdendosi e ritrovandosi in continuazione.