Roma (TMNews) - Da Jules Verne all'antimateria, oltre Marte, per trovare una nuova Terra. Parliamo de "Il mistero delle sette sfere", la storia che lega l'esplorazione dello spazio e le fonti d'energia e che Giovanni Bignami, Accademico dei Lincei e presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofica, ha narrato in una Lectio Magistralis alla Accademia dei Lincei a Roma. Un racconto che il fisico ha sintetizzato con il titolo "Il mistero delle sette sfere" attribuito al suo ultimo libro (Mondadori), oggetto di una docufiction di Rai Educational.Le sette sfere innanzitutto, un titolo che sembra evocare riti misterici di una qualche setta hollyvoodiana. Invece no: quello di Bignami è un racconto scientifico di come l'esplorazione umana nelle sette sfere dell'ignoto, dal centro della Terra fino a Marte e oltre, si sia sempre legata alla fonte energetica disponibile. Dal fuoco all'antimateria."Sette sfere, sette livelli di ignoto - ha spiegato Bignami - La sfera meno uno è il fondo degli oceani, la meno due il cuore della Terra, quella per intendersi di Jules Verne, al livello zero la Terra, poi la sfera uno è la nostra atmosfera, la due la Luna, la tre quella del sistema solare, la quattro quella dei pianeti e delle altre stelle".Il viaggio umano, dalla sfera zero alla quattro e oltre, è sempre stato funzione dell'energia disponibile. "All'inizio l'uomo ha scoperto che le bistecche di mammuth cotte sul fuoco erano meglio di quelle crude. Dopo i combustibili fossili, abbiamo imparato ad usare la molecola dell'acqua in quella misteriosa reazione chimica con cui oggi i razzi portano i satelliti in orbita. Adesso ci spingiamo verso altri pianeti con l'energia nucleare, per ora quella di fissione, poi sarà quella di fusione.Ma per andare sulle stelle più vicine dovremmo impiegare l'antimateria, l'annichilazione materia antimateria. La conosciamo ma non siamo in grado di utilizzarla, forse tra qualche decina di anni. Nelle stelle più vicine stiamo scoprendo ogni giorno centinaia di pianeti, prima o poi troveremo di sicuro una nuova terra bella ed accogliente come la nostra".