Roma (TMNews) - E' dedicata ad Hans Memling, figura di grande rilievo dell'arte fiamminga, la mostra che le Scuderie del Quirinale a Roma ospitano fino al 18 gennaio, curata da Till-Holger Borchert. Si tratta della prima mostra in Italia dedicata ad uno dei grandi pittori di Bruges della seconda metà del Quattrocento, che influenzò molti Maestri dell'arte italiana, da Leonardo a Raffaello al Ghirlandaio. Memling inoltre divenne il pittore preferito della diaspora italiana a Bruges durante il XV secolo, e la ricca borghesia iniziò a commissionare ritratti e opere come fino ad allora aveva fatto solo l'aristocrazia. Il curatore della mostra ha spiegato:"Abbiamo puntato l'attenzione in particolar modo su due cose: i mecenati italiani di Memling, per vedere che tipo di interesse avevano dal punto di vista estetico quando gli commissionavano dei lavori, e dall'altra parte abbiamo voluto dare uno sguardo d'insieme della sua opera, dal 1460 al 1490 circa". Nella prima sala è esposto il celebre "Ritratto d'uomo con una moneta romana", poi la mostra prosegue con i primi lavori, fra cui spicca il Trittico di Jan Crabbe, i ritratti, come quello di Benedetto Portinari, rampollo di una famiglia di banchieri fiorentini, o il Trittico su commissione per la famiglia Moreel. Non manca la pittura di narrazione di Memling, con "La passione di Cristo", o gli altari devozionali di committenza privata, con tavole più piccole. In tutto il suo percorso il legame con l'Italia e gli artisti del nostro Paese è molto evidente."La cosa sicura è che i suoi dipinti che arrivarono subito in Italia ebbero un grande impatto sulla produzione artistica locale, sia a Venezia che a Firenze, e possiamo anche dire che Memling è il primo artista che si impadronì di alcune idee dell'arte italiana, come è dimostrato nella nostra mostra, in particolare in un paio di opere che mostrano festoni e putti come nello stile di Donatello".