Milano (askanews) - Hanno la musica e l'umorismo nel sangue, una preparazione tecnica di altissimo livello e una importante dose di cialtroneria e irriverenza. Salgono sul palco e gli Oblivion si trasformano in un Jukebox umano."Noi cinque ci trasformiamo in un Jukebox umano, perchè il pubblico arriva in teatro del proprio cantante preferito e noi durante la serata, tra pezzi fissi che decidiamo noi, estraiamo dalla boccia dei cantanti su cui facciamo tutti i nostri giochi musicali... Lasciamo a voi immaginare dove vadano inserite le monetine".Gli Oblivion hanno in repertorio tutti i grandi della musica italiana e internazionale e sono pronti ad affrontare sfide sempre più difficili a colpi di cazzotti, mash-up, parodie, duetti impossibili e canzoni strampalate. Senza nessun timore reverenziale prendono in giro vari big, anzi, sono proprio i mostri sacri a far scattare le gag più divertenti.Cinque contro tutti. Il gruppo segue idealmente le orme del Quartetto cetra."Diciamo che cerchiamo di portarli in quei giochi musicali che facciamo durante lo spettacolo, ma che ne siamo anche un po' distaccati per ovvi motivi.. Nel senso, sono bravi ma un po' datati, non sono una zavorra ma un bel patrimonio che rimane nel nostro archivio"Lo spettacolo dopo le date al Teatro Leonardo di Milano da maggio sarà al Brancaccio di Roma. Imperdibile la parte sui cantanti italiani che fanno soldi in Russia.