Milano (askanews) - La carta. Un materiale antico che nei millenni ha contribuito a diffondere la bellezza e la cultura e che ancora oggi, nel mondo contemporaneo assediato dalla virtualità, riafferma il proprio fascino attraverso manifestazioni imprevedibili e talvolta stupefacenti. Nei giorni della Design week di Milano, e poco dopo l'apertura della XXI Triennale internazionale, è possibile scoprire "Subtle", la mostra curata dall'architetto giapponese Kenya Hara sul lavoro della azienda Takeo, che concepisce la carta come "design e tecnologia". Nell'atmosfera ovattata del Salone d'onore del Palazzo dell'arte della Triennale è possibile quindi avvicinarsi alle potenzialità del materiale per scoprire come diversi creativi abbiano scelto di utilizzarlo, ma anche avere un punto d'osservazione particolare sulle ricerca che la Takeo continua a portare avanti.Dunque diventa molto difficile non lasciarsi affascinare dal modo in cui la carta ricrea un prato, oppure dai fiori che spuntano, quasi fossimo in un film dell'ultimo Kurosawa, dal fondo bianco del tavolo che li ospita. Ma poiché "subtle" significa "vago, impercettibile", ecco che la dimensione fisica della carta vacilla, prendendo strade e forme inattese che sono il vero valore aggiunto dell'esposizione.Tra libri di dimensioni ridottissime, che restituiscono, rimpicciolendo anziché allargare, almeno per una volta, il senso dell'oggetto e carta usata come packaging, tra i prodotti della Takeo orientati alla ricerca scientifica e i diari d'artista, la mostra "Subtle" evidenzia bene come la carta sia tuttora alla base della creatività e come la tecnologia possa dare un contributo, ma il passo in più, quello che fa la differenza, deve avere per forza - e le ha - caratteristiche marcatamente umanistiche. Perché solo qui, sul terreno della cultura umana, i concetti di vago e impercettibile, assumono una forza inequivocabile e decisiva.