Roma, (askanews) - "This machine kills fascists" è la scritta che si trovava sulla chitarra di Woody Guthrie, ma è anche il titolo del nuovo album del jazzista Francesco Bearzatti, che qui lo sentiamo mentre interpreta con il clarinetto "This land is your Land", unico pezzo non originale del disco, una rilettura del brano simbolo della poetica di Guthrie:"Ovviamente noi non uccidiamo fisicamente nessuno però cerchiamo con la nostra musica di annientare il fascismo", scherza Bearzatti in un'intervista nello studio di askanews.I fascisti in questo caso sono anche coloro che si sono schierati contro l'accoglienza dei profughi in Europa, la cui crisi ha toccato l'apice mentre Bearzatti e il suo affiatato "Tinissima Quartet" stavano registrando l'album. Un lavoro in cui il sassofonista friulano, torna - dopo Tina Modotti (2008), Malcolm X (2010) e Monk'n'Roll (2013) - a raccontare con la sua musica la vita di un altro ribelle e irregolare. "Woody Guthrie è un personaggio molto importante perché è l'inventore della 'protest song', quindi da lui discendono i vari Bob Dylan, Bruce Springsteen o Joe Strummer e tanti altri che hanno fatto del 'combat folk o rock' la loro bandiera - spiega il sassofonista, ricordando - personalmente mi ritengono un po' 'combat jazz' e faccio sempre riferimento a queste figure. Ho voluto celebrare Woody Guthrie perché pur essendo il padre di tutto questo filone è abbastanza poco celebrato".Guthrie raccontava storie di operai ed emarginati e si è sempre schierato contro le ingiustizie dei politici e dei capitalisti. Nel disco anche un pezzo dedicato a... "One for Sacco e Vanzetti" perché Woody Guthrie aveva dedicato un intero disco ai due anarchici italiani. Io ho pensato nel mio piccolo di dedicare loro almeno un pezzo", dice.Un lavoro che da Okemah, paese natale di Guthrie in Oklahoma, arriva agli attacchi di Parigi, dove Bearzatti vive da più di un decennio: "L'unica cosa che posso fare facendo il musicista e sapendo fare quasi solo quello è dedicare la mia musica che di solito è una musica dedicata all'amore alla pace, come questo lavoro, perché Woody Guthrie era un artista poeta molto umanista, pensava che tutte le persone sono uguali, di qualsiasi colore, razza estrazione sociale e tutti hanno diritto a vivere in pace e in amore", conclude il musicista.