Milano (Askanews) - Una grande installazione, pensata espressamente per lo spazio della Sala delle Cariatidi di Palazzo reale a Milano: il regista israeliano Amos Gitai ha presentato la mostra "Strade/Ways", evento multiforme che unisce il cinema, la fotografia, l'architettura e, in una parola, crea arte contemporanea."Mi confronto, come tutti - ci ha detto - con il fatto che l'arte sta diventando sempre più vuota, solo visuale o spettacolare. Credo che dobbiamo riportare i significati dentro l'arte. L'idea di questa mostra è instaurare un dialogo tra i video, tra la grande cultura dei tappeti e questa regione mediorientale che sta soffrendo molto. In questa meravigliosa sala vogliamo creare questo dialogo".Per arrivare al risultato che ora si può ammirare, Gitai ha lavorato anni, valorizzando anche le ferite di guerra che restano impresse nella Sala delle Cariatidi. Tre le sezioni della mostra, una dedicata alla figura del padre del regista, una al film "Free Zone" e al rapporto con il fotografo italiano Gabriele Basilico e una, la più ampia e spettacolare, "Carpet", dove alcuni tappeti della collezione Tabibnia fanno da sfondo al nuovo progetto cinematografico di Gitai. Al centro questi manufatti che nascono dalla collaborazione tra musulmani, ebrei e cristiani. "Questi tre gruppi di persone - ha aggiunto Gitai - hanno collaborato a realizzare un magnifico pezzo d'arte e metaforicamente spero che questa cooperazione possa estendersi".Una collaborazione che, a Milano, si manifesta anche nel dialogo tra le mostre, come sottolinea Filippo Zevi, consigliere delegato di GAMM Giunti. "Nelle sale qui a fianco c'è la mostra di Chagall alla quale abbiamo dedicato tre anni e i cui temi si intrecciano a quelli di Amos".In questo clima di scambio e confronto, l'esposizione di Gitai resterà aperta al pubblico fino al 1 febbraio 2015.