Roma (TMNews) - Era iniziata nel maggio scorso al festival di Cannes la lunga marcia de "La grande bellezza", con cui Paolo Sorrentino ha vinto l'Oscar per il miglior film straniero. Quel film ambientato in una Roma decadente, con Toni Servillo nel ruolo del giornalista mondano e annoiato che vaga tra feste radical chic circondato da un'umanità corrotta e senza direzione, aveva fatto storcere il naso ad alcuni critici italiani ma raccolto l'apprezzamento della stampa straniera. Nelle sale italiane e in quelle francesi riscuote un grande successo, a settembre conquista il pubblico inglese, a novembre esce negli Stati UNiti, dove "New York Times" e "Los Angeles Times" lo celebrano come una grande opera d'arte, e raccoglie l'apprezzamento, fra gli altri , di Don De Lillo e dei fratelli Coen, che lo definiscono "un capolavoro".Da quel momento in poi il film italiano con Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, fa incetta di premi: a dicembre trionfa agli European Film Award, gli Oscar europei, dove vince quattro premi: miglior film, regista, attore protagonista, Toni Servillo, e miglior montaggio. Il 12 gennaio è la volta del Golden Globe come miglior film straniero e il 16 febbraio il BAFTA come miglior film in lingua straniera. Il cammino per gli Oscar era spianato.