Milano (TMNews) - Il mercato dell'arte, si sa, è tradizionalmente anti ciclico e, nei momenti di crisi, registra forti segnali positivi, come accade a tutti i beni rifugio. E il 2013, secondo le stime di Artprice, è stato a tutti gli effetti un anno da record per le aste, con un dato complessivo che si è attestato al +15% dei prezzi.Gli operatori del settore parlano espressamente di un anno "splendido", sostenuto da una domanda che ormai è globalizzata e che trova i suoi picchi in Paesi una volta considerati periferici, come le Tigri asiatiche e la Cina, gli Stati mediorientali e la Russia dei nuovi ricchi. Proprio questa dimensione globale, in molti casi collegata a nomi di artisti-fenomeno, come Damien Hirst o Jeff Koons, sembra essere una delle caratteristiche salienti e dirimenti del movimento contemporaneo su vasta scala. Soprattutto nella sua componente economica.In Italia, come accade sempre più spesso, i segnali positivi faticano a manifestarsi con la stessa velocità, ma la gallerista e rappresentante di categoria Anna Maria Gambuzzi, già in occasione di ArteFiera a Bologna, aveva indicato segnali di speranza.Ups file 25/01 nostre merlini artefiera itwda 0'18 mentirei se dicessia 0'34 in fondo al tunnel---"Mentirei - ci ha spiegato - se dicessi che la crisi non riguarda anche il nostro settore, detto questo però mi sembra di poter dire che incominciamo a intravedere, parlò dell'Italia, un poco di luce in fondo al tunnel".---Il vero tema, e i dati di Artprice lo confermano, è che gli "appetiti voraci" dei compratori extra europei si orientano quasi del tutto su artisti iconici del XX secolo, mentre il movimento reale de contemporaneo è reso vitale soprattutto dalle novità e da ciò che ancora non è arrivato al mercato globale.