Patrimonio dell'Umanità e protetto dall'Unesco, passa invariabilmente dal museo polacco di Aushwitz - con i suoi 4 milioni di vittime sterminate - il viaggio attraverso i luoghi della Shoa. Un sito altamente simbolico quello della cittadina polacca, che secondo le testimonianze dei sopravvissuti, è in grado di rappresentare al meglio tutto l'orrore di questa pagina della storia. Campi a parte però si fa sempre più ampia e consapevole l'offerta filologica e museale sul tema. Il nostro percorso ideale passa in primo luogo dalla capitale tedesca, e dal Judisches Museum di Berlino, progettato da Daniel Libeskind, che nella sua struggente Torre dell'Olocausto trova il culmine della storia della minoranza ebraica in Germania. Per restare in Europa nella capitale norvegese si segnala l'Oslo Jewish Museum che sorge sui resti della sinagoga, che venne devastata dagli occupanti tedeschi, mentre a Bruxelles è attivo il Jewish Museum of Belgium con una bella sezione dedicata ai Tresors de la vie Juive. Di particolare interesse è il Museum of the History of Polish Jewis di Varsavia, che sorge proprio nel ghetto di una delle città più martoriate dalla furia nazista. In pieno Marais il parigino Mémorial de la Shoah riporta scolpiti su pietra di Gerusalemme i nomi dei deportati francesi, mentre sulla via d'accesso altoparlanti deformano la eco, creando un senso di angoscioso straniamento a ricordo dei bambini sterminati. Allargando i confini in Israele è invece lo Yad Vashem, che significa Un memoriale un nome, come dal versetto biblico, a ricordare anche con il suo Giardino dei Giusti l'immane tragedia. Negli stati Uniti infine, fra i molti musei citiamo i due più imponenti: lo United States Holocaust Memorial di Washington, istituzione fortemente impegnata nella verifica storica del numero delle vittime e il newyorchese Museum of Jewish Heritage con la sezione dedicata alla guerra contro gli ebrei.