Milano (askanews) - Sessant'anni fa la posa della prima pietra: oggi, dopo avere cambiato vita più volte, Palazzo Pirelli a Milano, per tutti il Pirellone, resta uno dei grattacieli più belli del mondo, alla faccia della carta d'identità. Per celebrare l'anniversario, il Consiglio regionale della Lombardia, nell'ambito della XXI Triennale internazionale, ha organizzato la mostra "Le età del grattacielo", in collaborazione con la Fondazione Pirelli. A fare gli onori di casa e a tagliare il nastro il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo.

"Questo - ha detto - è ciò che oggi vogliamo celebrare: questa capacità della realtà imprenditoriale e sociale della nostra Lombardia e della nostra città di Milano di costruire cose che ancora dopo 60 anni sono un emblema di bellezza e di significato per tutto il mondo. Il Pirellone è uno straordinario oggetto di design, non è solo un grattacielo funzionale che ancora oggi si vive e si abita con grande piacere".

La mostra, curata da Alessandro Colombo, si articola appunto sulle quattro età del grattacielo: quella della costruzione e della vita industriale, quella del passaggio a sede della Regione Lombardia e poi del Consiglio, quella del drammatico incidente del 2002, che mise a rischio la stessa sopravvivenza del palazzo, e infine la rinascita e il futuro. Un domani che parte dalla consapevolezza, ribadita anche dal presidente della Triennale Claudio De Albertis, della qualità assoluta e per certi versi umanistica, del progetto del gruppo di Giò Ponti.

"Io trovo - ha spiegato De Albertis - che questo sia dal punto di vista della distribuzione interna uno degli spazi assolutamente più vivibili. Questo è il genio di quel gruppo di lavoro guidato da Giò Ponti. In quel momento l'esaltazione del lavoro umano, delle persone, della loro creatività, della capacità di lavorare in pool, è stata esaltata e credo che questo sia uno degli esempi più fulgidi".

Un fulgore alto 127 metri, il massimo al mondo per un grattacielo in cemento armato, che al momento dell'inaugurazione nel 1960 simboleggiò il boom economico italiano e oggi continua a testimoniare, peraltro in buona compagnia, il dinamismo e la voglia di non fermarsi di una città come Milano.