Roma (TMNews) - La psicomagia di Alejandro Jodorowsky prende vita in un film italiano, "Ritual", diretto dai registi Giulia Brazzale e Luca Immesi. La disciplina ideata dallo scrittore e regista cileno, spiegata nei libri "Psicomagia" e "La danza della realtà", è stata il punto di partenza del film: attorno ad un atto psicomagico curativo è nato questo thriller psicologico e in cui si racconta il percorso di una donna che, per guarire dalla depressione e da un rapporto sadico con il compagno, torna nei luoghi della propria infanzia e ricorre all'aiuto di una zia, guaritrice del villaggio.I registi ricordano così il primo incontro con il Maestro:"Siamo arrivati davanti a lui e gli abbiamo detto: noi abbiamo scritto un film sulla sua psicomagia e vorremmo che ci approvasse il progetto, che leggesse la sceneggiatura e la sua risposta è stata 'assolutamente no'"."Invece qualche settimana dopo ci ha contattato l'agente, ci ha detto: 'Guardate che Alejandro ha letto la vostra sceneggiatura, gli è piaciuta molto, approva il progetto e se volete vorrebbe fare anche un cameo".Il regista, attore, scrittore, guaritore appare infatti nel film nelle vesti del marito defunto della guaritrice. "E' un uomo che ha più di 80 anni, ha un carisma pazzesco, ha gli occhi e la vitalità di un ragazzo e la sua energia si sente proprio standogli vicino".La musica di Moby sottolinea le atmosfere della pellicola, molto curata nella fotografia, nella scenografia e nei costumi, con una struttura abbastanza classica. "Noi non volevamo confrontarci con un mostro sacro del cinema come Jodorowsky"Abbiamo deciso deliberatamente di fare una cosa molto diversa, non emularlo attraverso un film surrealista, quindi abbiamo cercato di fare un film in tre atti con una struttura molto solida.E' un film dove c'è molta videoarte dentro, cose oniriche... ma ha un filo narrativo preciso... e per questo è un film per tutti".