Varese (Askanews) - Grandi dipinti monocromi, installazioni luminose di straordinaria intensità, spazi che si perdono nel bianco. L'arte contemporanea è protagonista della Collezione Panza, esposta a Varese nella villa che Giuseppe Panza, uno dei primi italiani a comprare le opere dei grandi americani negli anni Cinquanta, ha donato al Fondo per l'Ambiente italiano. Un luogo che è letteralmente illuminato dalle opere di Dan Falvin, capaci di trasformare un lungo corridoio della villa in una esperienza artistica difficile da circoscrivere. E anche un museo che si candida a essere uno dei poli di attrazione e di cultura dell'Expo di Milano. Un auspicio condiviso da Maria Giuseppina Panza, figlia del fondatore della collezione. "Io mi auguro - ci ha detto - che sia un punto da cui ripartire per far conoscere questo luogo, la cultura italiana e l'amore che mio padre ha avuto per tutta l'arte internazionale e soprattutto americana".Un amore che si manifesta anche attraverso mostre temporanee di grande impatto come quella dedicata alle fotografie americane del regista Wim Wenders, che dialogano con gli ambienti settecenteschi e con le numerose sculture africane esposte a Villa Panza. Ma il dialogo è anche quello tra le ricchezze della provincia e le grandi città. "Le nostre metropoli - ha concluso la signora Panza - sono un po' stanche, speriamo che i paesi limitrofi siano più ricchi di vitalità e che portino beneficio non solo a loro stessi, ma anche ai centri più grandi".Un modo per provare a fare sì che l'Expo sia un'opportunità reale per tutto il territorio e non solo per la città di Milano.