Venezia (askanews) - L'arte e il tempo, presente, ma anche passato. Parte da qui la 56esima edizione della Biennale d'arte, che è stata presentata a Venezia, e per la quale il curatore Okwui Enwezor ha concepito la mostra "All the World's Futures". Al centro del percorso espositivo e filologico dell'esposizione, che quest'anno anticipa l'apertura al mese di maggio in occasione dell'Expo di Milano, il confronto con un presente complesso, come spiega il presidente della Biennale, Paolo Baratta. "Tutti aspettiamo una svolta verso un futuro diverso - ci ha detto citando espressamente l'Età dell'ansia - un futuro nuovo, un futuro che ci faccia tornare a sperare, e dove lo troviamo questo futuro, se non andando a guardare la forza con la quale abbiamo attraversato il passato? .Accanto alla mostra, tra l'Arsenale e i Giardini, saranno allestiti 89 padiglioni nazionali, con cinque prime presenze e il ritorno dopo molti anni di Paesi come le Filippine o l'Ecuador. La lettura data da Enwezor si caratterizza, oltre che per il recupero di opere di grandi maestri come il Walker Evans che con le sue fotografie ha raccontato in modo unico la Grande Depressione, anche per uno sguardo diretto sulla società, che comprende anche la dimensione filosofico-politica, rappresentata dallo sgomento dell'Angelus Novus di Walter Benjamin, come dal Capitale di Karl Marx. Ma partendo dai lavori di un altro maestro cui la Biennale dedica una piccola antologia, Bruce Nauman, Enwezor insegue anche un percorso che si sviluppa lungo il filo delle parole. "Per me questo è esattamente il modo per entrare in contatto con la soggettività umana, al livello più elementare - ci ha spiegato il curatore -. Il tentativo di dare voce a qualcosa, di dire qualcosa, di narrarlo e raccontare una storia".Nella mostra "All the World's Futures" saranno presenti 136 artisti, provenienti da 53 Paesi, con oltre 150 opere realizzate per l'edizione 2015 della Biennale d'arte. L'appuntamento per l'inaugurazione è fissato per il prossimo 9 maggio.