Roma, (askanews) - Di giorno stanno in pianta fissa davanti a Palazzo Chigi, la sera si spostano vicino a Piazza Navona. Leggono la mano e le carte da decenni ai loro affezionati clienti, ma anche a curiosi e passanti, soprattutto stranieri. Sono i cartomanti di Roma, un'istituzione da anni. Tra linea della vita e il Monte di Giove, le domande a cui devono rispondere sono tra le più disparate: "Tutto, dall'amore al lavoro al denaro, alla salute ai viaggi - spiega Carlo, sottolineando - Mi dicono se non avessi te, non saprei che fare".Questo il racconto di Carlo, che legge la mano dal 1977, come orgogliosamente ha scritto sul suo cartello. Il collega Dario, originario dell'ex Jugoslavia, dice che dalla mano si possono intuire traumi che la persona ha subito in modo più chiaro che non con la riflessologia o la lettura dei tratti del viso: "In realtà le mani sono tutte diverse. Non c'è un viso che assomigli ad un altro, non c'è una mano che assomigli all'altra. La mano è una parte magica dell'essere umano. E' una parte che si è evoluta, sennò era un animale".Ma come ha iniziato? "Mah, ho imparato, ho sentito da solo".La chiromanzia, cioè la pratica di predire il futuro leggendo la mano, ha origini lontanissime. Nata in India, si è poi diffusa nel resto del mondo. E se ogni sovrano in antichità aveva il proprio cartomante per interpretare il fato, lo stesso hanno fatto molti vip e qualche politico italiano: "Io negli Anni '80 facevo le carte a Giorgio Almirante, alla Cabala, ho avuto personaggi inglesi, la cantante Shadé a suo tempo", ha rivelato Carlo.