San Manuel, Honduras, 19 nov. (askanews) - Traffico di droga, riciclaggio di denaro e coccodrilli. Il nesso a prima vista appare piuttosto labile. In Honduras può essere altrimenti. Oltre 9.000 lucertoloni catafratti di proprietà di una famiglia honduregna accusata di narcotraffico e attività derivate, stanno morendo di fame dopo che i conti degli indagati sono stati posti sotto sequestro. Le autorità hanno dichiarato che non resteranno insensibili alle sofferenze di questi tutt'altro che accattivanti rettili ad armature squamosa. Ma secondo i dipendenti dell'allevamento, solo il 30% degli esemplari viene nutritro in maniera più o meno adeguata."Gli animali nell'area riproduttiva mangiano una volta al mese, quelli dell'area di crescita due volte a settimana, spiega Antonio Mejia, responsabile dell'allevamento. Ma in questo modo stiamo dando da mangiare solo al 30% dei nostri coccodrilli".Il problema è cominciato il 7 ottobre scorso, quando il dipartimento del Tesoro, di concerto con le autorità giudiziarie di New York e Miami, ha messo in stato di accusa per traffico di droga e riciclaggio di denaro un importante imprenditore honduregno, Jaime Rosenthal, ex vice presidente della Repubblica dal 1986 al 1990, considerato uno degli uomini più ricchi del paese. Con lui nel mirino sono finiti anche il figlio Yani, il nipote Yankel e il loro avvocato, Andrew Acosta. Yankel è stato anche arrestato a Miami.Il dipartimento del Tesoro ha quindi congelato i conti di sette società della famiglia e il governo honduregno ha ordinato la chiusura del Banco Continentale, la banca che, tra l'altro, fornisce i fondi per la Cocodrilos Continental, la società che si occupa dell'allevamento dei coccodrilli con l'obiettivo di esportare carni e pelli negli Stati Uniti e in Canada.(Immagini Afp)