Milano, (TMNews) - E' stato l'uomo più potente del suo tempo e, in qualche modo, il capofila di un capitalismo finanziario che negli ultimi anni ha mostrato più di un limite. Ma John Pierpont Morgan fu anche una persona complessa e problematica e di questo scrive Hans Tuzzi nel suo romanzo "Morte di un magnate americano", edito da Skira. Abbiamo incontrato lo scrittore milanese. "Non è solo una biografia di Morgan - ci ha detto - è la biografia degli Stati Uniti nel momento in cui, grazie soprattutto all'opera economica di Morgan, passano da grande potenza locale e isolazionista a grande impero economico prima e, pochi anni dopo la morte di Morgan, impero anche militare".Nel libro J.P. Morgan parla anche in prima persona, in una sorta di flusso di coscienza. "Quest'uomo - ha aggiunto Tuzzi - era il più potente del mondo, non esagero, ma era anche squassato da superstizioni e crisi depressive devastanti. Il secolo dei vittoriani non è un momento storico, è una psicopatologia dell'essere umano".Storia e fiction si intrecciano nel romanzo di Tuzzi, e quando gli chiediamo quale delle due possa rendere meglio lo spirito di un'epoca, lo scrittore risponde così: "Se lei oggi - ha concluso Hans Tuzzi - vuole capire la società post napoleonica, cosa legge? Legge un saggio o legge Stendhal o Balzac?".