Milano, (TMNews) - Dietro questa tenda il mondo è buio e muto, ma animato da luci e immagini al rallentatore che vengono trasmesse senza sosta da vecchi proiettori a pellicola che rompono il silenzio. Siamo all'Hangar Bicocca di Milano dove la coppia di artisti portoghesi Joao Maria Gusmao e Pedro Paiva ha creato una caleidoscopica installazione fatta di 36 film e tre camere oscure che testimoniano l'interesse dei due artisti intorno alle origini del cinema e alle dinamiche della percezione come spiega Vicente Todolì, artistic advisor dell'Hangar: "Sono film che vanno oltre i film. Sono ritornati all'origine del film, tanto con le proiezioni, quanto con le camere oscure, all'elemento un po' magico. Hanno riconciliato il mondo dei fratelli Lumiere con il mondo fantastico di Méliès e il suo Viaggio nella Luna".Un riferimento al primo film di fantascienza della storia e al suo autore, universalmente riconosciuto come il padre degli effetti speciali. Ma tra le fonti di ispirazione c'è anche la filosofia di Bergson e Nietzsche così come la poesia di Pessoa e la letteratura di Victor Hugo e Borges. Il tutto unito da una costante ricerca del paradosso: "Ti danno sempre due istruzioni contrarie, due vedute contrarie: da una parte vedi il meraviglioso nel quotidiano, dall'altra elementi disturbanti che sono nel mondo quotidiano".Tra le nuove produzioni create ad hoc per la retrospettiva milanese c'è il film Papagaio, che dà anche il titolo alla mostra. Un film girato a Sao Tomé, ex colonia portoghese nel golfo di Guinea.