Roma (TMNews) - La creatività del più eclettico regista francese, Michel Gondry, a confronto con il pensiero rigoroso di un grande filosofo, il linguista dell'MIT Noam Chomsky. Succede nell'ultimo film di Gondry, "Is the man who is tall happy?", presentato a Roma nell'ambito del festival Rendez-vous, che parteciperà a Bologna al BiografiaFilmFest e verrà distribuito in Italia ad ottobre. Dopo opere oniriche come "Se scappi ti cancello", "L'arte del sogno" e "La schiuma dei giorni" il regista affronta sullo schermo un serrato dialogo con Chomsky. Mentre il professore americano risponde a domande sull'apprendimento del linguaggio, l'evoluzione del pensiero, la mano di Gondry raffigura attraverso l'animazione le sue parole."Quello che cerco di fare nel film è di trovare un'illustrazione piuttosto libera e vivace su un pensiero molto rigoroso, ma trasmesso da una persona profondamente umana. Non volevo fare un film istituzionale o educativo: guardandolo si imparano delle cose ma resta comunque un prodotto artistico"."L'animazione in sé è una forma di magia, di scoperta, perché fai dei disegni separati, ma quando li vedi uno dietro l'altro si crea un movimento che non puoi veramente immaginare all'inizio. E' una cosa magica e scientifica allo stesso tempo.L'universo dei film di Gondry è onirico, colorato, fatto di interazioni di linguaggi, sempre sorprendente. Le fonti di ispirazione sono molteplici."Ci sono molte idee che mi vengono dalle cose che non capisco: quando mi si racconta una storia io immagino subito come può andare a finire. Ma la mia fonte d'ispirazione rimangono spesso anche i sogni. ". Gondry è molto conosciuto anche come regista di videoclip, da quelli di Bjork ai Daft Punk, da Lanny Kravitz a Massive Attack e Chemical brothers."E' un'esperienza che assomiglia in qualche modo all'arte contemporanea: ti puoi permettere di fare cose molto più sperimentali, e si può spingere un'idea fino in fondo".Il lavoro con i musicisti è una cosa che lo interessa molto."Ogni artista ha una maniera diversa di lavorare: Bjork porta già molte idee, i Daft Punk mi hanno portato una piccola idea all'inizio ma mi hanno lasciato fare, Beck è uno che non ti dice niente. E' comunque un privilegio lavorare con degli artisti così interessanti".