Roma (askanews) - E' girata tra l'Italia, la Germania e il Costarica la seconda stagione di "Gomorra", in onda su Sky Arte, e già venduta in 130 Peasi. Tornano i protagonisti, Ciro, con la sue grandi ambizioni, Genny, che risorge dalle proprie ceneri, Pietro Savastano, fuggito di prigione con tanta voglia di vendetta, Salvatore Conte, che aspira al ruolo di boss che fu di Savastano. Ma il racconto nelle 12 nuove puntate prende un respiro più largo, come spiega il regista Stefano Sollima. "In questa dal punto di vista dell'ambientazione abbiamo allargato lo sguardo, quindi c'è una componente internazionale superiore alla prima stagione, che ci racconta come la camorra ha una specificità locale molto precisa però ha anche ramificazioni estere molto forti - racconta il cineasta - Il nostro è ovviamente sempre un racconto sui personaggi e sui meccanismi, in questo caso quelli del narcotraffico, di come anche all'estero abbiano un aspetto diverso. Per esempio nell'episodio ambientato in Germania raccontiamo anche di altre criminalità, in questo caso la 'ndrangheta. Quindi abbiamo cercato di dare uno sguardo più ampio possibile sul fenomeno". La novità della seconda serie sono le donne di camorra, Scianel e Patrizia, interpretate da Cristina Donadio e Cristiana Dell'Anna, che diventano protagoniste con la loro forza e spietatezza, come spiega la regista Francesca Comencini. "Scianel è una donna spietata, come dice lei 'preferisco assomigliare a una iena piuttosto che a una pantera. Vive sola, odia gli uomini, è una giocatrice di poker, quindi è abituata a nascondere i suoi sentimenti, è un personaggio feroce e anche doloroso - spiega - Patrizia è un personaggio più inaspettato, che all'inizio è completamente fuori, se non per una lontana parentela, da questo sistema. E' un personaggio che cresce lentamente ma in maniera potentissima".Secondo Comencini, "per trovarsi uno spazio, per affermare il loro potere, sono costrette ad essere quasi peggiori degli uomini, per farsi ubbidire, per essere credibili, in un mondo in cui solo la forza e la ferocia rendono credibili".