Pretoria (askanews) - Gli effetti del global warming anche sull'Africa australe. Toppo debole per rialzarsi, affamato e disidraatato, anche questo vitello è condannato a morire. Nel Sudafrica, il lago artificiale di Molatedi si è prosciugato al 95%. La poca erba che cresce stentata non basta a nutrire il bestiame e gli allevatori ogni giorno fanno la conta delle carcasse sul terreno disseccato. Che diventano alimento per i cani."Questa vacca non aveva più energia a causa della siccità, spiega un allevatore della zona, e quando ha cercato di bere nelle pozze d'acqua del lago, è rimasta intrappolata nel fango".Il Sudafrica è soffocato nella morsa della peggiore siccità da trent'anni a questa parte. In queste zone non cade una goccia d'acqua da anni. Molti allevatori preferiscono vendere il bestiame prima che sia troppo tardi. Ma anche più a sud, sono in grande sofferenza pure le colture agricole. I contadini continuano a lavorare i campi in attesa di tempi migliori. Ma i sistemi d'irrigazione sono fermi, pescando in falde ormai asciutte. "Di solito, di questi tempi, dovrei seminare il mais affidandomi al sistema di irrigazione, sottolinea un contadino sudafricano. Ma visto che non piove, non posso fare altro che aspettare".L'ultima stagione è stata segnata dalla siccità che ha rovinato i raccolti e minaccia quelli futuri. I prezzi delle derrate alimentari crescono e ciò rischia di innescare conseguenze drammatiche per tutta l'Africa australe."Ci stiamo preparando per uno scenario che prevede la necessità di maggiori importazioni a fronte di un export ridotto a zero, dichiara Arno van Vuuren, responsabile del consorzio agricolo del Sudafrica nord-occidentale. I paesi vicini di solito acquistano il mais da noi ma adesso è impossibile. Le importazioni dovranno giungere da altrove".Per ora, non sembra ci sia altra risposta che affidarsi alle cerimonie propiziatorie dei guaritori tradizionali. Ma anche loro non sembrano produrre alcun effetto sulla siccità.(Immagini Afp)