Roma (askanews) - Paola Cortellesi torna al cinema il 12 novembre diretta da Massimiliano Bruno a quattro anni dal grande successo di "Nessuno mi può giudicare": questa volta, in "Gli ultimi saranno ultimi", interpreta però un ruolo drammatico, in un film che parla di disoccupazione, diritti, dignità, giustizia. Cortellesi interpreta un'operaia che quando rimane incinta perde il lavoro, e perde anche quella vita semplice ma dignitosa che conduceva con il marito, Alessandro Gassman, mentre un altro "ultimo", il poliziotto Fabrizio Bentivoglio, vede la propria vita andare in pezzi.Il film nasce da uno spettacolo teatrale che la Cortellesi aveva portato a teatro nel 2005, e ora ha partecipato alla sceneggiatura del film."Vedo un'involuzione che lo rende ancora più necessario: prima si cominciava a parlare di lavoratrici con contratto a termine, di lavoratrici precarie, adesso è un fatto. Quindi è bene che se ne parli".Il regista ha spiegato: "E' un argomento di cui parlare perché tante persone sono nella condizione dei nostri personaggi. Che ci sia un momento di crisi, questo è dato, c'è, bisogna capire come affrontarla nella maniera più sana possibile, e come le istituzioni possono aiutare le persone a barcamenarsi, a sopravvivere con dignità, con 'lo stipendio basso loro', e cito una battuta che dice Paoletta, perché quella è una cosa necessaria. Sopravvivere facendosi bastare quello che si ha: in questo momento è prioritario".Nel film Cortellesi ha una reazione estrema di fronte al suo dramma, quando non ha più punti di riferimento. Per Gassman "la reazione purtroppo in questo Paese arriva sempre troppo in ritardo e a volte scomposta, come accade nel film. Non a caso l'Italia è un Paese che la rivoluzione non l'ha mai fatta e continuiamo a non volerla fare: la rivoluzione può essere una rivoluzione morbida, non cruenta, io sono assolutamente contro ogni forma di violenza, però la partecipazione sarebbe richiesta in un Paese dove quasi tutto continua a non funzionare".