Petra, (askanews) - Come fosse uno scrigno da tenere nascosto agli occhi più avidi, la fortuna di Petra, l'assoluta perla di Giordania, sta in gran parte nel segreto in cui i beduini, padroni di queste terre un tempo nabatee, l'hanno avvolta per secoli. Eccone il racconto.Un mistero, difeso anche a costo della vita dagli abitanti di queste aride terre, poi rotto nel 1812 attraverso lo stratagemma del travestimento e del cambio di identità di Johan Burkhardt, da facoltoso esploratore svizzero a pellegrino musulmano diretto alla Mecca, tranello in cui cadde un giovane nomade che finalmente gli svelò la bellezza assoluta e ancora oggi potentissima di una città ed un regno eretti sulla pietra grazie alla forza salvifica dell'acqua, in una terra fatta di deserti roventi attraversati però dai traffici più intensi dell'antichità.La via della seta, quella dell'incenso, oppure la via delle spezie. A Petra quelli che furono poi definiti i cacciatori dell'acqua, i Nabatei, con quasi totale certezza arrivati dalla penisola arabica, trovarono l'ambiente perfetto per intrappolare tutta l'acqua che cadeva dal cielo, con un sistema di wadi, cioè di letti e canali anche artificiali, capace di generare un vero e proprio patrimonio in cisterne ricolme di acqua. Arrivando anche a raccogliere acqua dalla rugiada. Il prezioso liquido divenne ben presto il richiamo per ogni carovana, facendo di Petra la capitale antica di quella che oggi chiamiamo logistica: perchè trasportare merci da un capo all'altro del mondo allora conosciuto quando lo si poteva scaricare a Petra e cambiarlo con altra preziosa mercanzia proveniente dalla direzione opposta? Greci e poi romani ne valorizzarono il potere mercantile, poi l'era islamica, il cambio dei centri di potere, da Damasco a Baghdad per esempio, ne decretarono l'oblio. Ma i beduini sapevano, conservavano e utilizzavano quelle strette gole mantenendo il sito sconosciuto ma non morto. Inserita nell'elenco delle meraviglie del mondo e patrimonio dell'umanità, Petra è sicuramente il tesoro più prezioso della Giordania moderna. E continua a richiamare turisti in ogni momento dell'anno e nonostante l'instabilità della regione. Ma la Giordania ribadisce soprattutto così il suo essere comunque paese sicuro, con questi inarrivabili 42 km quadrati di estasi sensoriale, non solo visiva, tra monumenti scolpiti nella nuda roccia, la freschezza immaginabile di mille rivoli d'acqua strappati all'arsura del deserto e la vita pulsante, fra turisti ammirati e nuovi abitanti eredi dei beduini che ne fecero il loro segreto.