Tokyo (askanews) - Hiroshima: settanta anni dopo il Giappone e il mondo ricordano l'orrore del primo olocausto nucleare. Rintocchi di campane e un minuto di silenzio hanno commemorato il 6 agosto del 1945 quando il Progetto Manhattan nei boschi di Los Alamos, in New Mexico, permise la costruzione della prima bomba atomica, quella che sarebbe stata sganciata dal bombardiere B-29 statunitense Enola Gay per scaraventare il mondo nell'apocalisse all'ombra di un gigantesco fungo radioattivo. Il bombardamento atomico provocò l'incenerimento immediato di 14mila persone, un bilancio che sarebbe poi aumentato di dieci volte nel corso degli anni per gli effetti letali di quel lampo devastante.Il premier giapponese Shinzo Abe, di fronte ai rappresentanti di un centinaio di paesi, tra cui anche l'ambasciatrice statunitense in Giappone Caroline Kennedy accompagnata dalla sottosegretaria Rose Gottemoeller, ha tenuto il discorso commemorativo in onore dei caduti e degli hibashuka, i sopravvissuti alla bomba."I giapponesi sono il solo popolo ad avere conosciuto l'orrore di un attacco nucleare, ha sottolineato Abe. Come tali, noi abbiamo la missione di dare vita a un mondo senza armi nucleari".Tre giorni dopo Hiroshima, il presidente statunitense Harry Truman, per ottenere la resa senza condizioni del Giappone, fece sganciare una seconda bomba su Nagasaki, un'altra città indifesa e senza alcun valore tattico o militare, per mostrare all'Impero del Sol levante l'immane potenza distruttiva del suo arsenale. In quell'occasione morirono 74mila persone. Il 15 agosto 1945 il Giappone firmava la capitolazione.(Immagini Afp)