Milano (TMNews)- Sessant'anni di storia d'Italia raccontati attraverso l'obiettivo di Gianni Berengo Gardin, uno dei maestri della fotografia contemporanea, che viene celebrato a Palazzo Reale a Milano con una retrospettiva curata da Denis Curti. Nelle sale scorrono drammi e quotidianità, cultura e lavoro, in una Italia che Berengo Gardin oggi vede con occhi molto critici. "Un Paese che va in malora - ci ha detto - non si può dire altro, sia politicamente, sia commercialmente, sia economicamente".Dalla civiltà contadina, il fotografo nato a Santa Margherita Ligure 83 anni fa, passa al mondo della politica con uno sguardo che è diventato ormai classico, ma guai a chiamarlo "artista". "Io non sono un artista - ci ha confermato infervorato - sia ben chiaro, assolutamente non sono un artista, sono un fotografo, molto fiero di essere un fotografo, faccio un lavoro di documentazione, sono un testimone della mia epoca e nulla di più".In mostra alcune icone entrate nell'immaginario collettivo, come lo scatto britannico del 1977 oppure i celeberrimi baci. "Succede a tutti i fotografi - ha aggiunto Berengo Gardin - che alcune foto diventano importanti e diventano quasi delle icone, ma non è una scelta che fa il fotografo, è il pubblico che decide quali sono queste icone".Le storie di Berengo toccano anche Milano, e alla città lombarda sono dedicate due sale dell'esposizione, con tanto di ritratti di grandi milanesi come Dario Fo o il collega da poco scomparso Gabriele Basilico. E il pubblico potrà visitare la mostra a Palazzo reale fino all'8 settembre.