Milano (TMNews) - Ha incarnato lo spirito del suo tempo e, contestualmente, se ne è distanziato, diventando una figura unica. Alberto Giacometti, il grande artista svizzero scomparso nel 1966, è il protagonista della mostra che inaugura il nuovo corso della Galleria d'Arte moderna di Milano, che si propone come polo internazionale per la scultura. L'esposizione, intensa dal punto di vista emotivo ed estetico, segue l'intera carriera di Giacometti, sia attraverso la scultura, sia attraverso disegni e pitture. Catherine Grenier, della Fondazione Alberto e Annette Giacometti di Parigi, è la curatrice della mostra."Quello che volevamo mostrare al pubblico milanese che già conosce Giacometti - ci ha detto - è l'uomo e l'artista Giacometti, la sua progressiva scoperta del relazione con la modella e con l'umano, tradotta naturalmente attraverso la sua scultura, i suoi disegni e i suoi dipinti".Le opere esposte alla Gam coprono un arco temporale che va dagli anni Venti agli anni Sessanta, e mostrano come Giacometti abbia saputo attraversare i movimenti e le epoche mantenendo una propria grande singolarità. E forse proprio questa sua natura al tempo stesso sfuggente e chiarissima, ne fa un simbolo di perdurante attualità. "La modernità di Giacometti - ha concluso madame Grenier - sta nell'aver rivendicato l'appartenenza al suo tempo, ma anche il superamento del suo tempo".Una lezione di contemporaneità che il pubblico milanese potrà ammirare fino al 1 febbraio 2015.