Gerusalemme, (askanews) - Una casa che è al tempo stesso storia, arte e tuttora convivio di idee. Per askanews l'Israel Museum di Gerusalemme ha aperto in esclusiva le porte della residenza di Charlotte Bergman, posizionata all'interno della vastissima e ricchissima area museale per volontà della donna che più di ogni altro ha contribuito alla creazione di uno dei musei più eclettici e originali del mondo. Amica amata da molti artisti, Picasso, Dufy, Moore per citarne alcuni, incontrati quando ancora erano giovani talenti, la Bergman, nata ad Anversa, figlia di un commerciante di diamanti di origine polacca, e scomparsa a 99 anni nel 2002, ha ospitato nei salotti di questa casa unica ed eccezionale, capi di stato e di industria, da Peres a Dior, nomi illustri della cultura, dell'economia e del jet set. L'eccezionalità sta però nel fatto che la Bergman, che ha lasciato la casa al museo che lei stessa contribuì a far nascere con i suoi contatti e la scoperta in anteprima degli artisti che hanno fatto la storia del XX secolo (fu la prima a comprare un Picasso), in casa sua ha sempre considerato le opere raccolte non come collezioni private ma come parte integrante della vita stessa di mura e stanze altrimenti semplici spettatrici del talento dell'uomo. Un aneddoto solo: le ceramiche realizzate personalmente da Picasso spesso diventavano oggetti da regalare agli ospiti. E a Picasso, famoso per il suo carattere burbero ed arcigno oltre che per l'amore sconfinato per le sue opere, la Bergman servì dell'aranciata utilizzando una delle caraffe frutto dell'ingegno creativo dell'artista di Malaga.