Roma (TMNews) - Alessandro Gassman diventa regista e racconta una storia estrema di immigrazione e di vita ai margini in "Razzabastarda", nelle sale dal 18 aprile. Nel film interpreta un immigrato romeno che diventa pusher nel nostro Paese ma fa di tutto perché suo figlio abbia una vita migliore della sua. "Mi interessava raccontare il rapporto irrisolto tra un padre analfabeta e un figlio nato qui da genitori stranieri e che quindi fa parte di quelle seconde generazioni che secondo una legge che reputo razzista non permette a chi nasce nel nostro Paese da genitori stranieri di avere la cittadinanza italiana". "Razzabastarda" racconta con toni crudi una periferia in cui italiani e stranieri sono legati da un unico destino: l'emarginazione. "E' un luogo dove la legge non è presente, che ci fa paura, che in maniera anche un po vigliacca spesso non vogliamo vedere, facciamo finta che non esista". Per Gassman il rapporto e il confronto con gli stranieri nel nostro Paese è fondamentale"Gli Stati Uniti non sarebbero il grande Paese che sono se non fossero arrivati nel dopoguerra italiani, irlandesi, olandesi, albanesi a costruirlo. L'arrivo di stranieri nel nostro Paese non potrà che arricchirlo. Sarà interessante invece aggiungere alla nostra cultura parte della loro.. per migliorarci". E il cinema per Gassman dovrebbe essere lo specchio di quest Italia che cambia"I cambiamenti che il Paese sta vivendo, che sono drammatici e li viviamo tutti i giorni, sono cinicamente molto interessanti da raccontare: è arrivato il momento di fare queste storie".