Milano (askanews) - Il futuro del mondo e il presente estremo degli artisti contemporanei: ruota intorno a questo confronto, con la decisiva mediazione della visione di Jacques Attali, la mostra "2050. Breve storia del futuro", ispirata all'omonimo saggio dell'economista francese e ospitata a Palazzo Reale a Milano. A dare una forma fisica alle possibilità venture, artisti come Louise Bourgeois, con le sue sculture morbide oppure il fotografo Philip-Lorca diCorcia, ma anche la Metropolis del video dell'iconico Chris Burden.

"Sono immagini che stimolano il dibattito pubblico rispetto al futuro che possiamo aspettarci, ma anche al futuro che vogliamo costruire". L'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, ha voluto fortemente questa mostra, convinto che le opere possano dare un contributo a indirizzarci verso quello che verrà. Siano queste la "Architettura dell'empatia" di John Isaac oppure il tappeto globale "Shift" di Mona Hatoum. Un indirizzo che anche Jacques Attali continua ad auspicare per il 2050 - che è già "domani" - pur essendo consapevole che siamo di fronte, e le opere in mostra lo dimostrano, a "un futuro magnifico, esuberante e violento anche", che lui ha interpretato pure con la "follia del romanziere".

"Io credo - ha poi aggiunto il professore - che ci sia qualcuno di ancora più folle rispetto ai romanzieri, e sono gli artisti, che hanno questo guizzo che gli permette di essere liberi da ogni logica per cercare di andare avanti con la loro intuizione. Loro riflettono, e risuonano, con il reale che stanno vivendo. Queste persone attraversano in qualche modo il tempo, per parlarci del futuro".

E i messaggi che arrivano riguardano tanto il supercapitalismo e la povertà che questo spesso genera, quanto gli iperconflitti che toccano le sfere religiose e insanguinano soprattutto i Paesi africani. Ma forse per le armi di Goncalo Mabunda si può sognare una seconda vita, lontana dalla violenza.

"L'arte - ha concluso Del Corno - è fondamentale, soprattutto come diceva Vittorini nell'introduzione del primo numero del Politecnico, cessa di assolvere la funzione consolatoria rispetto alle sofferenze, ma assume invece una funzione protettiva".

La mostra 2050, curata da Pierre-Yves Desaive e Jennifer Beauloye, è stata promossa del Comune di Milano e da Electa, in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Bruxelles e resterà aperta al pubblico a Palazzo Reale a Milano fino al 29 maggio.