Vienna (askanews) - Con lui passava definitivamente agli archivi l'Austria felix. Il 21 novembre 1916, a 86 anni, l'imperatore Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena moriva nel castello Schonbrunn, a cavallo della catastrofe della Prima guerra mondiale, l'evento che più di ogni altro, direttamente o indirettamente, ha segnato la storia contemporanea.

"Alii bella gerunt, tu felix Austria nube", Gli altri fanno le guerre, tu, Austria felice, matrimoni. Il motto è stato impiegato dagli storici per sintetizzare la tendenza degli Asburgo a utilizzare la politica matrimoniale come strumento per l'espansione e il consolidamento della loro potenza.

Quello dell'Austria felix fu l'età d'oro della sicurezza austro-ungarica. Nella monarchia che abbracciava 50 milioni di abitanti tutto pareva eterno e lo Stato era incarnato nel lunghissimo regno, 68 anni, di Francesco Giuseppe. I diritti da lui concessi ai sudditi dell'Impero erano garantiti dal Parlamento, liberamente eletto, e la corona austriaca circolava in pezzi d'oro garantendo la sua stabilità.

Come molti personaggi storici, Francesco Giuseppe resta una figura controversa, a metà strada tra le riforme sociali che nessuno aveva mai osato, come il suffragio universale maschile del 1906, e la fama di tiranno attribuitagli dalla storiografia irredentista italiana nei giorni del Regno Lombardo-Veneto.

Una vita lunga e segnata dai lutti terribili. "Nulla mi è stato risparmiato su questa terra" disse quando gli venne annunziata la morte dell'amatissima moglie Elisabetta "Sissi" di Wittelsbach, assassinata nel 1898 a Ginevra da un anarchico italiano. Una storia d'amore immortalata in diversi kolossal hollywoodiani.

Ma l'anziano imperatore dovette affrontare anche la morte del fratello minore Massimiliano, imperatore del Messico, fucilato dagli insorti a Querétaro, e quella del figlio ed erede al trono Rodolfo, morto suicida a Mayerling, insieme alla baronessina Maria Vetsera - dramma anche questo poi sfruttato da Hollywood - mentre la prima figlia, Sofia, morì a Budapest di polmonite. E tutti conoscono la sorte del nipote Francesco Ferdinando ucciso a Sarajevo nel 1914, l'omicidio che innescò la Grande guerra.

Oggi almeno sei esposizioni a Vienna illustrano da diverse angolazioni il mito, la vita e l'epoca del grande e tragico imperatore austriaco.

Il mito di Francesco Giuseppe è in parte dovuto al suo lungo regno durato 68 anni, spiega Karl Vocelka, curatore della mostra dedicata al centenario della morte di Francesco Giuseppe. Paradossalmente, visto che la sua vita termina due anni dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, è stato l'imperatore della pace, il simbolo dell'unità di una monarchia assoluta dalle diverse nazionalità, un messaggio destinato a durare nel tempo.

"Il mito ha continuato a vivere grazie alla letteratura" ricorda Vocelka, "agli scrittori di fin de siècle, principalmente di origine ebraica, che vedendo la loro situazione deteriorarsi con la crescita nell'Europa centrale, tra gli anni '20 e '30, dell'antisemitismo, si sono rivolti al "Mondo di ieri", come l'ha descritto Stefan Zweig e dove domina il mito di Francesco Giuseppe".

(Immagini Afp)