Rho (askanews) - Per evitare il fenomeno del cosiddetto formaggio senza latte basta indicare chiaramente in etichetta come viene fatto quel prodotto. Cesare Baldrighi, presidente del consorzio di tutela del Grana Padano, commenta così a margine di un incontro alla Cascina Triulza a Expo le normative europee sull uso di latte in polvere per la produzione del formaggio. "Non si tratta di formaggio senza latte, il formaggio è fatto tutto con il latte, il problema è che per alcune tecnologie è consentito aggiungere al latte dei derivati, soprattutto caseina, per migliorare le performance economiche e tecnologiche del caseificio" ha spiegato Baldrighi. Un problema che non riguarda il Grana Padano perché tutti i prodotti Dop sono fuori da questa polemica perché il disciplinare prevede che siano fatti solo ed esclusivamente con latte della zona, quindi non sono interessati a questa normativa, principalmente il Grana Padano che viene fatto con latte crudo raccolto ogni giorno. Il presidente ha precisato però che il 44% dei consumi in Italia è fatto su formaggi che provengono dal Nord Europa "potenzialmente prodotti con questo tipo di tecnologia che noi consumiamo abitualmente senza saperlo". La strada per uscire da questo dilemma, prevista dall'Unione europea, ha suggerito Baldrighi, "è prevedere che l'uso di questi prodotti venga indicato in etichetta sia per l'industria nazionale che per quella estera che commercializza in Italia. In questo modo ognuno di noi che fa la spesa sa esattamente se il formaggio è fatto con il latte o con questi additivi, perché già oggi li consumiamo e non lo sappiamo".