Venezia (askanews) - Un'utopia artistica ispirata al movimento Dada. Fluxus è stata un'esperienza storica importante, attraverso la quale sono passati alcuni degli artisti più importanti del XX secolo, su tutti il guru tedesco Joseph Beyus. Per riportare l'attenzione su Fluxus è aperta a Venezia una mostra delle Fondazioni Bevilacqua La Masa e Bonotto dedicata ai libri d'artista del gruppo. Patrizio Peterlini, uno dei curatori di "Fluxbooks", spiega così la singolarità di Fluxus. "Il gruppo ha avuto un atteggiamento da subito contro il mercato dell'arte - ci ha spiegato - ponendosi fuori dal mercato dell'arte con questa idea utopistica della diffusione delle opere. Tanto è vero che delle opere come le FluxKit, venivano vendute a un dollaro o a cinque dollari al massimo, o perfino spedite gratuitamente a persone scelte a caso dall'elenco telefonico".Fondato da George Maciunas, Fluxus ha tentato di creare un'arte che non poteva limitarsi alle singole discipline e, grazie anche al lavoro di artisti come Nam June Paik o Dieter Roth che hanno anticipato molti dei futuri sviluppi del contemporaneo. "Non è un caso - ha aggiunto Peterlini - che Dick Higgins, che è forse il maggiore teorico del movimento, inventa il termine Intermedia, che è un termine fondamentale per il 900, cioé l'idea che l'opera d'arte non è più ascrivibile a una categoria classica, ma è qualcosa di intermedia, ossia può essere un'opera pittorica che sfocia nel video, una performance, quindi è difficilmente catalogabile".E quando non si può catalogare, spesso accade che l'arte faccia degli interessanti passi avanti.