Roma (askanews) - Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni credono fortemente nel valore terapeutico del cinema, e lo hanno dimostrato accettando di dirigere e realizzare la musica per lo spot di Medicinema per raccogliere fondi per realizzare una sala cinematografica all'interno del policlinico Gemelli di Roma. E tutti e due hanno le idee chiare sul film che ha segnato una svolta in un periodo difficile della loro vita: "Baarìa" per Baglioni ed "Effetto notte" e "E Johnny prese il fucile" di Dalton Trumbo per Tornatore. "Sono andato a vedere il suo Baarìa e io ero malato dal punto di vista artistico, nel senso che mi ero imbarcato in una specie di opera antologica dalla quale non riuscivo ad uscire fuori, e vedere questo affresco incredibile di volti, di storie, di colori, di battute di scene memorabili mi ha guarito: io sono entrato in crisi e sono uscito fuori con la voglia di continuare, con un'ambizione di continuare" ha detto Baglioni. Tornatore, che si appresta a girare il nuovo film, "The Correspondance" con Jeremy Irons e Olga Kurylenko, ha rivelato: "Da ragazzo, in un momento critico del mio desiderio di fare cinema e dell'impossibilità di farlo rimanendo in provincia di Palermo, mi ricordo che la visione di 'Effetto notte' di Truffaut ebbe un effetto dirompente, un'energia, che capii che ce l'avrei fatta ad andarmene".E alla domanda quale film farebbe vedere a persone in difficoltà, fisica o psicologica, il regista premio Oscar ha risposto di getto: "Farei vedere spesso 'A qualcuno piace caldo. Ti diverte sempre: è un film che è fermo nel tempo: la forza comica che aveva nel momento in cui è stato concepito e realizzato è rimasta intatta, come chiuso dentro una bolla di vetro. Tutte le volte che lo rivedo, a distanza di decenni, mi fa lo stesso effetto".