Milano (askanews) - "Mi scusi avvocato" disse il killer di Giorgio Ambrosoli prima di sparargli. Così nel 1979 venne ucciso l'avvocato milanese nominato dalla Banca d'Italia come liquidatore della Banca Privata italiana e così comincia la miniserie Rai a lui dedicata. Dalla fine di una storia di un uomo che ha sacrificato la sua vita per la giustizia cercando di fare luce sulle connivenze fra finanza, politica, lo Ior, nascoste dietro il crack della banca di Michele Sindona, mandante dell'omicidio. Una storia ripercorsa in una fiction in due puntate coprodotta da Rai fiction e 11marzofilm, in onda su Rai1 l'1 e il 2 Dicembre. Il regista è Alberto Negrin, fra gli attori Anita Caprioli e Pierfrancesco Favino che interpreta Ambrosoli. "I personaggi che sono stato chiamato ad interpretare nelle loro vite hanno rappresentato delle qualità che potrebbero rientrare in quel termine scivoloso che sono i valori condivisi e in questo caso un profondo senso di giustizia che io da cittadino condivido e che mi piacerebbe venisse condiviso come valore nazionale". Grande la commozione alla presentazione a Milano avvenuta proprio nella sede della Banca d'Italia alla presenza della presidente Rai Anna Maria Tarantola, che conosceva personalmente Ambrosoli, della vedova Annalori, e del figlio Umberto, dal cui libro "Qualunque cosa succeda" è stato tratto il film. "E' un esempio che ci dice che possiamo non avere paura, o perlomeno che possiamo averla e dominarla per continuare a essere noi stessi, per essere liberi di fare quello che riteniamo giusto. Sono molto contento che questo esempio venga riproposto". "Qualunque cosa succeda" sono le parole scritte dallo stesso Ambrosoli in una sorta di lettera-testamento alla moglie qualche anno prima di essere ucciso.