Mantova (askanews) - Una passeggiata per le vie di Mantova, come di molti altri luoghi d'Italia, può rappresentare spesso una sorta di viaggio nel tempo al cospetto della storia del nostro Paese. Anche di queste suggestioni si parla a Festivaletteratura dove, un gradino al di sotto del semplice programma degli eventi, questa consapevolezza storica è uno dei tratti tacitamente distintivi dell'evento. E uno degli ospiti della XIX edizione, il professor Carlo Ginzburg, ci ha parlato anche di quanto sia importante riflettere sulla stratificazione delle immagini, ma pure dei luoghi. "Noi arriviamo in un mondo che esisteva prima di noi - ci ha detto lo storico - parliamo una lingua che esisteva prima che noi la parlassimo, giriamo per una città come Mantova o come qualunque altra città che non sia una città fatta ieri, e sono pochissime, e quindi c'è questa sedimentazione che ci condiziona ed esserne consapevoli è certamente un guadagno".Una consapevolezza che gli organizzatori del festival hanno, nel corso di 19 anni, trasformato in una qualità della kermesse mantovana, e che oggi prende la forma di un archivio digitale delle precedenti edizioni. Ma Marzia Corraini spiega come ciò non significhi staticità. "Io - ci ha detto l'organizzatrice - non voglio che sia preso come un'idea del festival che vuole guardare al passato, assolutamente no. Noi guardiamo al futuro e abbiamo speranze da quello che vediamo. Non siamo statistici e non sappiamo esattamente quali sono i numeri della lettura, ma della consapevolezza della lettura possiamo dire che sì, ci sono le persone che vogliono capire".E a Mantova ci sono anche tanti giovani, nel pubblico e soprattutto tra i volontari in maglietta blu, posizione per la quale sono arrivate molte più richieste rispetto alle effettive necessità dell'evento. Anche questo è un segnale che arriva da Festivaletteratura.